La tenuta ed il territorio

“Corte Campara”

 

Il complesso, che nelle sue forme attuali risale al Sei-Settecento, è ubicato in posizione strategica lungo la via di comunicazione che dalla Val d’Adige conduceva verso la pianura Padana.

Il toponimo “Càmpara” deriverebbe dal “campus” romano, a ricordo che questa località era luogo di accampamento degli eserciti. Nel XVIII secolo la Serenissima conferma la vocazione militare della località, scegliendo Càmpara come unico punto di sosta per le truppe austriache che attraversavano il territorio veneto, dirette verso la Lombardia.

“La scelta dell’unificazione delle 3 tappe in quella di Càmpara aveva trovato fortunato alleato nel vecchio casamento, già palazzo di villeggiatura dei conti Nogarola-Maffei, ma all’epoca in stato di generale abbandono a causa della guerra” (Brugnoli, 1969).

Il complesso padronale presentava vantaggi logistici per le sue trentasei stanze, le scuderie capaci di accogliere quaranta cavalli, l’ampiezza del cortile interno, nonché per i prati circostanti. Nacque così la tappa militare di Càmpara con un “commissario di tappa” e uno specifico ordinamento.”

(tratto da www.irvv.net)

“in questa sua nuova funzione l’ex villa Nogarola conobbe incendi e saccheggi; nel 1794, dopo un incendio, venne aggiunto il solaio allo scopo di aumentare gli alloggi per i militari. Pochi anni dopo, nel 1796, le truppe francesi si accanirono su corte Càmpara “depredandola e spogliandola di tutto, compresi i serramenti e le inferriate”. Con il Lombardo-Veneto la tappa di Càmpara “perde definitivamente la sua importante funzione e torna ad ospitare pacifiche famiglie di contadini” (Brugnoli, 1969). Il complesso occupa i tre lati di un vasto cortile che, ad oriente si apre verso l’Adige e la Valpolicella. Uno degli elementi di maggior pregio è il portale d’ingresso situato nell’ala settentrionale; all’esterno l’arco centinato è inserito in un prospetto bugnato che presenta quattro aperture, la coppia superiore è tamponata mentre quella inferiore contiene nicchie semicircolari. Al di sopra del portale si ritrova una scritta, ora abrasa. Verso il cortile, l’ingresso presenta un’elegante struttura a serliana; gli elementi decorativi come il robusto bugnato, i pilastri, le chiavi di volta richiamano lo stile del Sammicheli che, nel territorio veronese, ebbe diversi fautori, nei secoli XVII e XVIII fino agli inizi dell’Ottocento.

Il corpo padronale occupa i lati a meridione e a occidente; in faccia al grande ingresso, si trova il prospetto principale che, nel settore centrale presenta l’entrata con decorazione a bugnato e un balcone con balaustra in ferro battuto di fattura settecentesca. Le finestre hanno semplici cornici in pietra concluse da cimasa. Gli stessi motivi si ritrovano nella facciata a mezzogiorno che da nel brolo mentre nel prospetto rivolto verso l’Adige a oriente, l’accesso alle cantine voltate presenta gli stipiti a bugnato realizzati appositivamente per il passaggio delle botti sui carri.

Allo stato attuale gli edifici, divisi in diverse proprietà, risultano parzialmente abbandonati o manomessi da ristrutturazioni incongrue. Nonostante la costruzione del canale Biffis abbia in parte alterato il rapporto dell’edificio con l’ambiente circostante, si è conservato il vasto brolo a sud-est della villa con il muro di cinta in sassi e ciottoli.”

(tratto da www.irvv.net)

“Pastrengo Città Storica

Il 5 novembre 2011 si è svolta a Pastrengo la cerimonia di consegna del decreto 15 luglio 2011 del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha concesso al Comune il titolo onorifico di Città.

Il prestigioso riconoscimento si basa sugli importanti eventi accaduti in questo lembo di terra situata sulle colline moreniche all’incrocio tra Adige e Garda, in posizione geografica particolarmente strategica, considerato che dalle origini fino allo sviluppo della civiltà industriale le vie d’acqua hanno costituito per l’uomo il mezzo di comunicazione più sicuro, facile ed economico.

Essendo la via che percorre la valle dell’Adige la più breve di collegamento tra le regioni dell’Europa centro-orientale e l’Italia centro-settentrionale, il territorio è stato fin dai tempi remoti attraversato dagli eserciti che, sbarcati dal fiume, hanno trovato qui un’ampia distesa pianeggiante dove sostare, in località Campara, che significa appunto luogo di accampamenti. Dominare le colline di Pastrengo vuol dire controllare il corso del fiume dalla Chiusa a Verona e i movimenti nelle varie direzioni; da ciò le molteplici vicende storiche e i luoghi ricchi di memorie.

Spicca tra tutti gli eventi la gloriosa Carica dei Carabinieri che ha legato il nome di Pastrengo a quello dell’Arma: durante la risorgimentale battaglia del 30 aprile 1848, trovandosi Re Carlo Alberto esposto al fuoco nemico, viene salvato dai tre squadroni di carabinieri a cavallo della scorta che con le spade sguainate si lanciano eroicamente alla carica in sua difesa.

Ogni anno il 30 aprile viene commemorato il fatto d’armi alla presenza di autorità civili e di una larga rappresentanza dell’Arma, accolta sempre con calore ed orgoglio dai pastrenghesi, così come è avvenuto alla cerimonia di consegna del decreto. L’evento è stato reso solenne dalla Fanfara del 4° Reggimento a cavallo, lo stesso che ha partecipato alla carica, che ha donato alla città la propria bandiera.

Si è così ancora una volta rinsaldato lo stretto legame tra carabinieri e popolazione, che può vantare di avere come concittadini vari Comandanti dell’Arma, cui è stata conferita dal comune la cittadinanza onoraria, a partire dal Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.”

(tratto da www.mariateresafaccincani.it)

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